Palermo - "Sei gay", reagisce e viene pestato
Deriso dal compagnetto di classe e additato come "femminuccia", decide di ricorrere alla "giustizia fai da te". A questa decisione è giunto un ragazzino di 12 anni che, per mostrare la sua "virilità" alle reiterate offese del compagno, ha reagito con una scazzottata.
Un "regolamento" di conti tra adolescenti, uno dei quali è finito in ospedale. La vicenda è iniziata subito dopo l'avvio dell'anno scolastico. Un ragazzo, mostrando ai compagni la propria "mascolinità" ha più volte invitato il coetaneo a fare la stessa cosa. La vittima, di appena 12 anni, si sarebbe sempre rifiutata di eseguire gli “ordini” del compagno che più volte, alla presenza dei coetanei, si è definito "maschio". Richieste strane sarebbero state avanzate dal piccolo "bullo" alla vittima. "Mi chiama femminuccia e mi ha sempre chiesto di abbassarmi i pantaloni e mostrare gli slip rosa. Mi dice che sono gay" avrebbe lamentato il ragazzino ai genitori tutte le volte che finiva nelle grinfie del compagno. In più occasioni sarebbe ritornato a casa in lacrime. Vani sarebbero stati i solleciti dei genitori avanzati al dirigente scolastico ed agli insegnanti al fine di richiamare all'ordine il "bulletto". Stanco delle angherie e delle ingiurie che il compagno gli avrebbe spesso rivolto, la vittima da solo ha cercato di fare chiarezza e che la persona definita "gay" non era senz'altro lui.
Con un po' di coraggio, dettato anche da un sorta di ribellione interna che covava da diversi giorni, il ragazzino si sarebbe scagliato contro il "bullo" quasi a voler dimostrare il contrario. Messa da parte la ferrea educazione impartita dai genitori il dodicenne durante l'ora di ricreazione, approfittando della momentanea assenza dell'insegnante, ha reagito all'ennesima provocazione ed ha avuto uno scontro con il "bullo". Una scena alla quale hanno partecipato i compagni di classe che per un attimo sono rimasti attoniti nel vedere che il dodicenne, che si è sempre distinto per educazione, stava reagendo alle angherie avanzate per l'ennesima volta dal compagno di classe.